Museo Archeologico Nazionale di Altino, “Altino. Vetri di laguna“.
Altino è molto probabilmente la zona archeologica meno conosciuta d’Italia e anche forse la più inesplorata almeno per il momento. Pochi conoscono il sito che offre solo parzialmente esposto ciò che il sottosuolo ricchissimo di reperti tutt’ora nasconde. Si dice che nelle campagne intorno non sia possibile scavare anche di pochi centimetri senza vedere affiorare qualche marmo antico o frammento d’epoca romana, ma questa forse è solo una leggenda metropolitana.
Altino in provincia di Venezia è frazione di Quarto D’Altino che conta circa 3000 abitanti e si trova oggi poco discosta dalla SS14 percorsa nella stagione estiva da migliaia di vacanzieri diretti verso le spiagge del litorale che probabilmente ignorano la storia di questo sito importantissimo nella storia veneziana più antica. Piccolo borgo già centro preromano e romano situato sul litorale settentrionale della laguna veneta, Altino era una città lagunare abitata dai Veneti fin dal VII secolo a.C. come testimoniano i ritrovamenti archeologici.
L’attivo porto di Altinum era una delle più ricche città dell’impero Romano. Ma a causa della incombente minaccia di invasione da parte dell’ imperatore germanico Attila, i suoi abitanti abbandonarono tutte le loro proprietà e fuggirono nell’anno 452 d.C. lasciandosi dietro una città fantasma piena di teatri, templi e basiliche. Altino non fu mai più ripresa e lentamente sprofondò nel terreno. La città visse nei racconti della gente di Venezia e nei manufatti artistici ma la sua esatta posizione, le sue dimensioni e la ricchezza gradualmente scomparvero nell’oscurità, solo parzialmente recuperati a partire dagli anni 50 del ‘900.
Un’inedita esposizione è stata inaugurata sabato 15 maggio al Museo Archeologico Nazionale di Altino, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita dell’Istituzione avvenuta il 29 maggio 1960: “Altino. Vetri di laguna“,a cura di Rosa Barovier Mentasti e Margherita Tirelli raccoglie più di 400 reperti vitrei che testimoniano le tecniche di lavorazione del vetro conosciute e impiegate all’epoca in cui Altino – già dal II sec. a.C. sotto l’influenza culturale di Roma e divenuta municipio tra il 49 e il 42 a.C. – era una delle grandi città portuali sull’Adriatico, con Aquileia e Ravenna. La mostra espone i vetri romani più prestigiosi della propria collezione, molti dei quali inediti. Coppe, olle, monili, balsamari, ottenuti con lavorazioni di grande maestria realizzativa, costituiscono una delle raccolte più importanti a livello internazionale di arte vetraria romana. Nella mostra trova spazio anche per il vetro moderno, perché in mostra, accanto ai vetri altinati di scavo, ci sono anche le sculture in vetro create per questa occasione da Lino Tagliapietra.
L’esposizione propone il confronto tra le tecniche di lavorazione del vetro impiegate anche ad Altino nel periodo imperiale e le analogie con il vetro veneziano dell’era moderna. Fino ad oggi infatti non è stato possibile stabilire con precisione quando abbia avuto origine l’industria vetraria veneziana e una delle ipotesi – che in questa mostra troverà supporto – ricollega le sue prime manifestazioni al trasferimento nelle isole dell’estuario di quei Veneti che erano vissuti nei fiorentissimi centri romani della fascia costiera adriatica, da Adria appunto ad Altino, e che là avevano appreso le tecniche romane della lavorazione del vetro.
L’isola di Murano fu, del resto – a quanto risulta – fondata da profughi altinati e ricevette dapprima il nome di Ammuriana, una delle porte di Altino, storpiata in seguito in Ammurianum ed infine in Murano. Altino fu abbandonata nel VII secolo dopo Cristo, a seguito delle invasioni longobarde e i suoi abitanti si trasferirono in particolare nella vicina isola di Torcello.
La mostra è promossa – con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Venezia, del Comune di Quarto d’Altino, della Camera di Commercio IAA di Venezia – dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, Museo Archeologico Nazionale di Altino, Comitato Nazionale Italiano AIHV-Association Internationale pour l’Histoire du Verre, Scuola del Vetro “Abate Zanetti”, Stazione Sperimentale del Vetro, Studio D-Archeologia Didattica Museologia, Stevanato Group Spa, Carlo Moretti Srl, MT Forni Industriali Srl, Ferro Murano Srl.
ALTINO ( Venezia ) . 15 maggio – 30 novembre 2010 Museo Archeologico Nazionale di Altino.















