Il dato che emerge dall’analisi condotta da diverse sigle di centri studi e ricerche è che in Italia l’e-commerce è destinato a crescere anche se restiamo indietro rispetto agli altri paesi europei e questo anche a causa della crisi economica corrente.
Quindi qual è lo stato dell’e-commerce in Italia? Una risposta è venuta dall’apposito Forum svoltosi il 14 maggio a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Valori.
I dati presentati da Netcomm, con Gfk Eurisko e la School of Management del Politecnico di Milano, mostrano un aumento medio degli ordinativi del 10%, cui fa però riscontro un calo generale del valore in euro, che in qualche caso si risolve in un rapporto negativo.
Il settore in Italia è in crescita, benché sconti oggi i riflessi negativi della crisi globale. Nel 2008 il dato di crescita è stato ampiamente positivo, con un +18%, che ha portato il valore totale degli scambi on-line a superare i 5,9 miliardi di euro.
Secondo le proiezioni e i primi dati raccolti nel 2009, questo sarà un anno sostanzialmente di stasi, in cui cresceranno le assicurazioni on line e le vendite di prodotti vari, mentre soffriranno servizi più “maturi” come il ticketing, il “consumer-to-consumer” (c2c), le ricariche e la vendita di pacchetti turistici.
Sembra tuttavia che la fiducia dei consumatori italiani verso il canale di vendita on line sia decisamente in crescita, come dimostra l’aumento dei compratori, attestatosi nel 2008 a oltre cinque milioni e 300mila, 100mila in più del 2007.
Il valore complessivo generato dall’e-commerce italiano è comunque ancora distante da Paesi più evoluti sono questo profilo. Si stima infatti che il settore valga oggi in Europa 130 miliardi di euro, di cui, come dicevamo, poco più di 5,9 mld generati in Italia.
A influenzare in maniera diretta e determinante lo sviluppo delle transazioni on line, prima ancora della loro sicurezza e affidabilità, è la diffusione delle connessioni a Internet, in particolare quelle a banda larga, in cui il nostro Paese risulta ancora indietro rispetto ad altri Stati della Ue.
Il primato della diffusione della banda larga spetta attualmente al piccolo Belgio, dove ne usufruisce il 98% della popolazione; da noi la percentuale raggiunge il 52%. Si stima che entro il 2010, la metà delle famiglie italiane sarà collegata alla Rete, con un periodo medio di connessione settimanale pari a 15 ore.
Dunque, i margini di crescita sono effettivamente notevoli, ma non bisogna perdere tempo.
















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