• 10th giugno 2009 - By Davide Ubizzo Taggato con:

    digitaldivideIl mondo dell’ ecommerce in Italia soffre da tempo delle carenze strutturali della connessione a banda larga. La difficoltà per molti utenti di connettersi, per la bassa velocità di navigazione e la contemponea poca diffusione delle connessioni e dell’utilizzo di pc nelle famiglie, rappresentano attualmente i maggiori ostacoli  ad uno sviluppo  dell’ecommerce coerente con i progressi che invece si registrano a livello mondiale ed europeo in partcolare.

    La questione del cosiddetto digital divide ( DD o divario digitale) vale a dire tutto ciò che riguarda la capacità di copertura dell’intera rete nazionale di una connessione ad internet veloce e accessibile a tutti, è una dei grandi problemi irrisolti nel nostro paese.
    I dati non depongono certo a favore della politica fin qui adottata dalle compagnie telefoniche in primis Telecom che ancora gestisce praticamente in monopolio la rete.

    La copertura del territorio italiano con accessi a Internet a velocità superiori a 1 megabit/sec. resta al di sotto della media europea (95% di Regno Unito, oltre il 90% in Francia) e di Stati con un territorio più vasto dell’Italia e una più bassa densità abitativa e quindi più piccoli centri da coprire. In Italia gli utenti banda larga sono solo 10,7 milioni (a marzo 2008). Dato che ci pone tra gli ultimi posti in Europa, per diffusione della banda larga: ormai anche la Spagna e la Slovenia ci ha superati e il Portogallo è un soffio alle spalle.
    Se il Digital Divide è riconducibile a : l’assenza di infrastrutture a banda larga; e l’analfabetismo informatico degli utenti, sia riguardo il computer in genere, sia, in particolare, le potenzialità di Internet crediamo che almeno colmare il divario della banda larga sarebbe già un bel passo aventi.
    Queste considerazioni sono ormai assodate e quasi scontate nel panorama italiano ed europeo in fatti è ormai dal giugno 2000 che l’Unione europea ha approvato il Piano d’azione “eEurope 2002″; nello stesso mese il governo italiano ha varato il Piano d’azione dell’Italia.

    Nei documenti presentati dal nostro paese e accolti in “eEurope 2002″ sono richieste politiche per la crescita delle regioni in ritardo e un impegno straordinario per la riduzione del digital divide tra paesi ricchi e poveri. In realtà finora la situazione non è cambiata di molto a fronte delle novità delle tecnologie informatiche digitali, dell’aumento dell’offerta di servizi e i costi sempre alti rispetto alla media europea.

    La novità è l’annuncio ( speriamo non resti tale )  che entro il 2012 in governo intende superare il divario : superare il digital divide “costera’ 1,47 mld di euro”. Lo ha annunciato il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, in audizione davanti alle Commissioni Trasporti della Camera e Lavori Pubblici del Senato, illustrando il progetto del governo e aggiungendo che “entro la fine del 2012 tutti gli italiani avranno l’accesso a Internet a una velocita’ fra 2 e 20 megabit”.

    I 1.471 milioni che l’Italia investirà saranno così ripartiti: 564 milioni per connettere 2.900 centrali in fibra ottica e mille centrali con sistemi wireless; 161 milioni per rinnovare i vecchi apparati in circa 8mila nuove centrali; 747 milioni di euro per bonificare la rete di accesso incrementando la connettività sia fissa sia mobile. In particolare, verranno spesi 763,85 milioni di euro per la realizzazione di opere civili e la fornitura di materiali, 617,66 milioni per le forniture hardware e software e 89,81 milioni per le attività di progettazione. La copertura sarà realizzata prevalentemente in fibra, offrendo così una connettività fino a 20Mb al 95,6% degli italiani, e in tecnologie radio con velocità 2Mbit al 3,9%.

    Per quanto riguarda l’e-commerce è evidente che allargare quanto più possibile l’opportunità di accedere ad internet in maniera veloce e conveniente potrebbe finalmente essere il volano desiderato per colmare il divario che ci divide dagli altri paese europei nel commercio digitale. A detta di molti operatori delle telecomunicazioni, la banda larga è un fattore d’importanza strategica per la ripresa di competitività delle imprese italiane.

    Non ci resta che attendere e sperare che sia la volta buona.

  • 3 Commenti per “Internet Per Tutti : Entro il 2012.”

    • [...] e all’innovazione tecnologica per cittadini ed aziende. Un passo in avanti per risolvere il digital divide. Segnala [...]

    • Sabina on 23 settembre 2009

      Credo che sia una delle poche risorse rimaste per crearsi veramente un lavoro; il mondo si evolve molto velocemente e bisogna stare al passo sennò si rimane tagliati fuori. Un dato molto preoccupante però vale,purtroppo, ancora per l’Italia che si attesta solo al 45% della popolazione nell’uso di internet. la maggior parte delle persone che lo usano lo considerano un mero passatempo invece di investire sul proprio futuro e sul proprio presente

    • Graziano Abadini on 24 settembre 2009

      Pultroppo è vero in Italia siamo sempre gli ultimi a capire le potenzialità di quello che ci circonda.

      Questo non vale solo per internet , basta pensare al turismo che il nostro paese ancora oggi non riesce a sfruttare come potrebbe e dovrebbe.

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