Secondo le proiezioni e i primi dati raccolti nel 2009, per l’ecommerce italiano questo sarà un anno sostanzialmente di stasi. Sembra tuttavia che la fiducia dei consumatori italiani verso il canale di vendita on line sia decisamente in crescita, come dimostra l’aumento dei compratori, attestatosi nel 2008 a oltre cinque milioni e 300mila, 100mila in più del 2007.
Il valore complessivo generato dall’e-commerce italiano è comunque ancora distante da Paesi più evoluti sono questo profilo. Si stima infatti che il settore valga oggi in Europa 130 miliardi di euro, di cui, come dicevamo, poco più di 5,9 mld generati in Italia.
Come avevamo già evidenziato in occasione della presentazione dei dati nazionali sul commercio on line al Forum svoltosi il 14 maggio a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Valori i problemi nazionali sono sostanzialmente quelli del digital divide.
La metà degli italiani non usufruisce dei servizi online : questo è quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio Italia Digitale 2.0 presentato ieri a Milano da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici.
Le famiglie italiane con connessione a internet in banda larga hanno superato nel 2009 la cifra di 10 milioni. Nonostante questo persiste un digital divide infrastrutturale che riguarda il 12% della popolazione.
Il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Stefano Pileri, afferma che “è il ritardo infrastrutturale per le connessioni con velocità vicine ai 20 MB, di cui sono privi oltre 22 milioni di italiani.” Che blocca l’evoluzione italiana. “ Per questo serve un forte sostegno pubblico agli investimenti infrastrutturali degli operatori”.
Esistono anche fattori socio-culturali : l’età media elevata, la nuova immigrazione, i redditi bassi e la scarsa scolarizzazione sono tutti elementi di resistenza ad un pieno sviluppo della società digitale. Un dato su tutti è quello relativo all’alfabetizzazione digitale: solo il 52% delle famiglie italiane è dotata di un pc.
Questo è il dato che riguarda più da vicino l’ecmmerce ma sono stati resi pubblici anche altri dati emersi: la Pubblica Amministrazione, il comparto sanità e l’industria sono i settori che mancano l’appuntamento con la rivoluzione digitale, bloccando la produttività del Paese.
Secondo Confindustria per superare il digital divide è necessario realizzare un Progetto Paese sistemico. Bisogna coinvolgere ed incrociare domanda e offerta, per superare il ritardo digitale di tutte le componenti della società civile.
Un vettore fondamentale potrebbe essere l’erogazione dei servizi on-line della pubblica amministrazione. Una diffusione di nuovi servizi che può permettere ad aziende, istituzioni pubbliche e società civile di recuperare efficienza, di sviluppare nuovi prodotti e servizi e di incrementare quindi la produttività.
Per noi l’occasione era anche quella della recente manovra finanziaria in cui sarebbe stato utile inserire un apposito pacchetto a favore della connessione a banda larga,per l’acquisto di PC per famiglie che non lo possiedono ancora e misure a sostegno dell’ecommerce di qualità. Sarebbe pure da capire a che punto sia il progetto del governo annunciato dal viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, in audizione davanti alle Commissioni Trasporti della Camera e Lavori Pubblici del Senato a giugno 2009 , che prevede che entro la fine del 2012 tutti gli italiani avranno l’accesso a Internet a una velocita’ fra 2 e 20 megabit.
Tutto ciò è necessario ma forse a monte resta pure un capitolo non ancora esplorato finora ovvero la capacità di rappresentanza dell’ecommerce italiano, è necessario inziare a ragionare in termini unitari per i rappresentanti del settore in modo da poter pesare sulle decisioni a livello nazionale.
Questa potrebbe essere una “road map” per tuti gli operatori italiani per il 2010.
















Claudio Laviano on 29 settembre 2009
A mio avviso ciò che danneggia l’ecommerce in Italia è la massiccia presenza di truffatori online che causa scarsa fiducia nei potenziali acquirenti.
Come denunciato da tempo sul sito http://www.ebayabuse.com, ebay è il più grande sito di truffe online a livello europeo.
I truffatori agiscono quasi indisturbati, io ho inviato più volte suggerimenti per aumentare la sicurezza a ebay senza alcun riscontro fattivo. C’è poi da dire che in Italia il reato di truffa è alquanto tollerato e poco punito, non è previsto il carcere.
Davide Ubizzo on 30 settembre 2009
Concordo con te Claudio. Questo è uno dei motivi per cui noi cerchiamo di puntare su quello che chiamiamo “ecommerce di qualità” per distinguerlo dal commercio on line fatto da venditori improvvisati e da chi scredita il settore truffando la gente e danneggia tutto l’ecommerce.
C’è un problema di immagine percepita che le istituzioni tardano a rimediare. Mancano regolamenti e leggi specifiche adeguate e il settore non ha ancora coscienza di sè e rappresentanza unitaria. I media poi riportano solo le truffe aumentando la diffidenza. Infatti il tema della fiducia del cliente è uno dei più “caldi” per l’ecommerce. Grazie del contributo!
dDd on 13 ottobre 2009
Segnalo un’uniziativa interessante di giovani imprenditori di Roma.
è il MaxiSito. Il primo sito low-cost, ma professionale, che offre molti moduli nel proprio listino (compreso l’ecommerce).
Dichiarano di regalare “incluso nel prezzo” anche tutta la consulenza necessaria a creare il sito.
Quindi l’imprenditore può aggiornarsi senza per forza dover imparare a programmare o usare photoshop o ancora le regole del marketing Internet. e soprattutto senza spendere ne tempo ne una fortuna in consulenti.
Fino ad oggi i siti low-cost li dovevi fare te compilando form sul web ed il risultato era spesso catastrofico, perchè non tutti sanno come si fa un sito web.
il sito è http://www.maxisito.it
oppure un articolo qui: http://blog.clickmeter.com/511586/
ilmercante on 19 ottobre 2009
Prima di tutto mi presento sono michele piacere di conoscervi,e posso dire che mi trovo pienamente in sintonia con il messaggio di Claudio io non partecipo molto al forum di ebay ma vedo che molti venditori esperti danno consigli e che non ricevono nemmeno risposta.
L’Ecommerce è in continuo sviluppo e sarebbe il caso di fare leggi ben precise ora per evitare grossi problemi per tutti in futuro
Graziano Abadini on 19 ottobre 2009
Le leggi ci sarebbero il fatto è che molti le ignorano ed ancora peggio le trasgrediscono.
Dobbiamo puntare sulla qualità e sopratutto sulla cultura non solo intesa nel modo classico che la conosciamo ma vista come cultura commerciale sia nei confronti dei clienti che del prodotto che trattiamo.
Jessica-onlin on 29 ottobre 2009
La ringrazio per il Blog interessante
Jessica-online on 29 ottobre 2009
E’ quello che stavo cercando, grazie
Davide Ubizzo on 30 ottobre 2009
Prego Jessica grazie a te per la partecipazione! Siamo contenti che questo blog sia d’aiuto.
Realizzazione ecommerce on 2 novembre 2009
Le leggi ci sono e come sempre, purtroppo, vengono meticolosamente aggirate, il consiglio è di fidelizzare i clienti con disponibilità e fiducia, le persone che la fregatura è dietro l’angolo, quindi se si trovano bene difficilmente rischiano cambiando il proprio negoziante di fiducia